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Francesco e Michela

June 07, 2025

Francesco e Michela's Wedding
Reception
Mulino di Massimbona

Mulino di Massimbona

Phone number: 347 004 2452
Address:Strada Massimbona, 46044 Massimbona Italia
Rendezvous: June 07, 2025

UN PO' DI STORIA

L'enorme opera di canalizzazione del territorio attorno al Mincio iniziata già in età romana, portata avanti dal Pitentino e resa pienamente efficiente sotto i Gonzaga, aveva lo scopo di restituire all'agricoltura e all'insediamento urbano la maggior superficie possibile, strappandola alla stagionalità delle piene e restituendo le aree malsane alla bonifica.

Nel Medioevo si assiste all'introduzione dei mulini ad acqua, una delle scoperte tecnologiche più rivoluzionarie del passato perché si riusciva a produrre energia meccanica gratuita, non più legata a quella umana e animale; la regimentazione delle acque diventa perciò fondamentale per poter avere dei canali o corsi d'acqua con una sufficiente "forza motrice" delle pale. Il primo intervento in questo senso di cui si hanno tracce storiche è la costruzione a Mantova del Ponte dei Mulini progettato dal Pitentino, poi distrutto durante i conflitti bellici del XX secolo. In epoca gonzaghesca addirittura la costruzione del Naviglio è da leggere con questo scopo: collegava Goito al Lago Superiore, venne infatti realizzato anche come canale di regimentazione delle acque e mezzo di produzione di energia attraverso i mulini. Quelli che vengono costruiti lungo il Naviglio sono numerosi e hanno varie funzioni: macinare il grano, lavorare i metalli o la lana, ognuno con la propria specializzazione. Alcuni mulini sono arrivati fino a noi, molti ancora funzionanti; è il caso del Mulino di Massimbona, inscritto in una cornice paesaggistica, architettonica e culturale di grande pregio.

La costruzione del mulino sembra risalire all'anno 1000, grazie all'opera dei frati benedettini, che in quel periodo si diffusero anche nel territorio dell'Alto Mantovano, sebbene il primo riferimento storico negli archivi sia del 1231. Su una delle travi dell'edificio è inciso il cognome della famiglia Bonetti che nel 1393 ne era proprietaria. Successivamente la struttura appartenne ai Gonzaga e fu più volte modificata. Il mulino funzionava tramite il movimento di quattro ruote, sfruttando la notevole portata del fiume Mincio e poteva macinare da 800 a 1000 kg di cereali all'ora. Si sviluppava in due punti nevralgici: uno con ambienti paralleli al fiume, l'altro sovrastava l'acqua ed era luogo di raccolta di grano, farina ed arnesi.


COME APPARE OGGI

Nel cuore della natura, lontano dal rumore del mondo, c’è un luogo dove il tempo rallenta e l’amore si intreccia con il respiro della terra. Il Mulino di Massimbona non è solo una location, è un’esperienza!

Il mulino medievale di Massimbona: nell’incanto del fiume rivivono con ...


Una scenografia di luci che... - Il Mulino di Massimbona | Facebook


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